La sospensione Galaxy, disegnata da Alessandro Masturzo, finalista nella categoria Migliore lampada per uso speciale del Venetian Smart Lighting Award, premio ideato dalla Rete di Imprese Luce in Veneto (LIV) per riconoscere le eccellenze italiane nel campo dell’illuminazione.
Quali sono state le fonti di ispirazione, le motivazioni o le richieste di mercato per la realizzazione di questa/o lampada/prodotto?
“Galaxy ha un obiettivo progettuale: ideare 1 elemento in grado di fare luce sia singolarmente che componibile in infiniti modi, dando così la possibilità di illuminare i diversi ambienti del settore contract/home in maniera fortemente coordinata proprio grazie alla ricorrenza di questo elemento identitario a “stella”. Da qui il nome Galaxy (galassia), la cui idea di vastità vuole trasmettere a progettisti, architetti e interior designer le potenzialità di personalizzazione di questo prodotto.”
Cos’è che rende questo design di prodotto diverso dagli altri? Com’è stato integrato il design nella tua lampada/prodotto? Quali sono i punti di forza e le caratteristiche uniche?
“Innanzitutto la versatilità: dal lume da appoggio al separè luminoso passando per sospensioni e calate, Galaxy è potenzialmente un progetto senza limiti formali e dimensionali. E poi il dinamismo: grazie alla soluzione luminosa che varia in densità cambiando il punto di vista e al sistema costruttivo modulare di vuoti e pieni, Galaxy muta continuamente la percezione che di essa ha l’osservatore in base alla sua posizione nell’ambiente.”
Quali sono state le sfide di design e gli ostacoli superati in produzione, quale ricerca di materiali/finiture/componenti, etc. di questa/o lampada/prodotto?
“Galaxy ha uno sviluppo molto complesso poiché le dimensioni del modulo sono ridotte, ed entro questo spazio vanno risolte le problematiche del modulo singolo e delle connessioni tra moduli: sistemi costruttivi, assemblaggio, pesi e tenuta strutturale, trasmissione della luce, fattibilità delle finiture sono solo alcune delle sfide progettuali affrontate in uno spazio minimo, e le cui risoluzioni rendono Galaxy un sistema luminoso dall’alto valore progettuale.”








































